BOTTA E RISPOSTA. SULL' EPIDEMIA DA VIRUS INFLUENZALI
Domanda: Qual è la storia dei virus influenzali?
Risposta: L’ influenza ha origine da animali volatili, genericamente acquatici, per poi passare all’ uomo attraverso il “salto” nei maiali. La promiscuità degli allevamenti, come è in uso in Asia, determina questo passaggio e poi la diffusione. Hanno avuto così origine l’ influenza Spagnola (1918, H1N1), l’ Asiatica (1957, H2N2), quella di Hong Kong (1968, H3N2) e così via.
Domanda: Chi è più protetto?
Risposta: Le persone meno giovani presentano anticorpi diretti verso i virus con i quali sono venuti a contatto con il progredire dell’ età. Ogni contatto successivo con un virus influenzale di tipo A comporta non solo la produzione di anticorpi specifici, ma anche un aumento di quelli diretti verso il tipo virale responsabile della prima infezione influenzale del soggetto (fenomeno del “peccato antigenico originario”).
Domanda: Come si diffonde un nuovo virus dell’ influenza?
Risposta: L’ immunizzazione verso un determinato virus, diffuso in una determinata epoca, comporta progressivamente una crescente difficoltà alla sua ulteriore diffusione e crea il vantaggio selettivo, per una qualche variante del virus, di moltiplicarsi e diffondersi. Come risultato di ciò, poco dopo l’ apparizione di un nuovo tipo, le vecchie forme scompariranno e la nuova famiglia diverrà dominante per un periodo che in linea generale copre 10-20 anni, nel quale si assiste, per la comparsa di mutazioni, alla suddivisione in vari sottotipi virali.
Domanda: Come sfugge il virus dagli anticorpi, anche vaccinali?
Risposta: Affinché un tipo di virus influenzale abbia un’ ampia distribuzione, le sue caratteristiche devono far sì che esso sfugga alla neutralizzazione da parte degli anticorpi dell’ ospite e della popolazione circostante. Così le manifestazioni epidemiche si potranno verificare con quei virus che si adattano alle assenze anticorpali della popolazione.
Pertanto le variazioni dei virus influenzali A possono essere concepite in senso unitario, nell’ ambito di un principio e di un uno svolgimento evoluzionistico, detto “ immunological drift” o sterzata immunologica.
Domanda: Cosa possiamo dire in conclusione?
Risposta: Il virus influenzale A mostra una capacità ed un ‘attitudine alla sopravvivenza che si articola sulla comparsa di nuove forme virali che consentono al virus di diffondersi facilmente attraverso popolazioni non ancora immuni ai nuovi tipi virali.
Domanda: Che si può dire sull’ ultima epidemia suina?
Risposta: Per l’ emergenza creata dall’ epidemia di “influenza dei maiali” in Messico è giusto non creare allarmismi essendo vittime di una cattiva informazione. La possibilità che il virus arrivi in altre parti del mondo c’è come del resto per tutti i tipi di virus influenzali.
Domanda: Qual è il vero pericolo?
Risposta: Esiste un rischio potenziale di ricombinazione genetica con virus influenzali umani già circolanti che potrebbe esitare in una variante virale capace di una trasmissione da uomo a uomo di tipo aggressivo e più dannosa.
Domanda: Come si trasmette?
Risposta: Questa influenza si diffonde attraverso l’ aria con le cosiddette goccioline di Pflugge o per contatto diretto, mediante le mani contaminate da secrezioni.
Domanda: Di cosa dobbiamo aver paura?
Risposta: Non si giustifica una sindrome da panico che spesso avviene attraverso una cattiva informazione o una scarsa conoscenza del fenomeno. Quindi nessun allarmismo perché il numero delle vittime è decisamente inferiore ad altre forme influenzali.
Domanda: Come si previene o si cura?
Risposta: La vaccinazione contro l’ influenza è il metodo più efficace per prevenire la malattia. Dal momento che ci troviamo di fronte all’ isolamento di un nuovo virus influenzale, dovremo aspettare la preparazione di un nuovo vaccino specifico che sar pronto per la prossima stagione influenzale in autunno.
I farmaci antivirali (inibitori della neuraminidasi, recettore di superficie del virus) dovrebbero essere assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi influenzali e nei soggetti esposti ad uno stretto contatto con persone infettate dal virus influenzale.
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lunedì 11 maggio 2009
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